Vino in Turchia

La BIT (Borsa Internazionale Turismo) 2012 a Milano ha avuto come grande new entry i vini turchi. La Turchia, per la prima volta, mette a disposizione del consumatore italiano più di 800 varietà di vino, 75 milioni di litri prodotti l’anno e più di 300 medaglie vinte negli ultimi due anni partecipando a diversi concorsi enologici.

Ecco, con qualche secolo di mezza pausa, la Turchia sta ritornando sulla piazza enologica.

Le prime tracce di coltivazione della vite e di produzione del vino in Anatolia risalgono a 7.000 anni fa. Secondo gli archeo-botanici, la vite fu scoperta per la prima volta nell’Anatolia orientale durante il Periodo Neolitico. La Vitis Vinifera cresce comunque in un territorio molto vasto, un’area di circa 6.000 km tra il Medio Oriente ed il Portogallo e 1.300 km tra la Crimea e l’Africa Occidentale. La Turchia si trova tra il 30° ed il 50° parallelo quindi nel cuore del Grande Terroir.

Il vino aveva un ruolo indispensabile nella vita sociale delle più antiche civiltà anatoliche, gli Ittiti e i Frigi. Era la principale libagione agli dei durante i rituali religiosi come in tutte le culture pagane. Le disposizioni per proteggere la viticoltura nella legge Ittita e l’abitudine di celebrare ogni vendemmia con una festa evidenziano quanto il vino fosse importante nell’antichità sia per l’economia che per le pratiche culturali.

Per i Frigi, che vissero in Anatolia dopo gli Ittiti, il vino era una parte essenziale della vita quotidiana ed un importante elemento della dieta insieme all’olio d’oliva, al pesce e al pane. I Frigi introdussero il vino presso i coloni Greci che si erano stabiliti sulla costa occidentale della Penisola Anatolica e nel VI secolo a.C. il vino era già stato esportato in Francia e in Italia dai centri di produzione di Tabae (Tavas, vicino all’odierna Pamukkale) e Klazomenai (vicino Urla) nella Regione Egea meridionale e di Ainos (Enez) nella parte settentrionale. Knidos (l’attuale Datça), sulla costa mediterranea sud-occidentale, e l’isola di Rodi erano altri due centri importanti per il mercato del vino. Una di queste prime uve anatoliche, il Misket, divenne nota con il nome di Moscato in Europa. Un’altra varietà di Smirne (l’attuale Izmir) fu usata nella produzione del famoso vino di Pramnios, che viene citato nell’Iliade di Omero. Per quanto riguarda il Periodo Ellenistico, possiamo ricordare alcune famose citazioni: Su Izmir “Pramnios, prodotto nell’area di Izmir, era un vino secco e corposo con un alto tasso di tannino e di alcol” (Omero); su Gallipoli “La colonia fenicia di Lampsakos (Lapseki) era conosciuta per i suoi vini” (Strabone); sull’Anatolia Centrale “Lo Scybelites prodotto in Galazia mantiene sempre la sua freschezza così come il vino Halyntium della Sicilia” (Gaio Plinio Secondo).

Quindi l’Anatolia è sempre stata un territorio vitivinicolo.

Anche le popolazioni turche in Anatolia bevevano il vino. La produzione del vino continuò anche dopo l’arrivo dell’Islam. Durante il lungo periodo dell’Impero Ottomano (1299-1923), la produzione ed il commercio del vino venivano gestiti esclusivamente dalle minoranze non musulmane (Greci, Armeni, Siriani e altri). Le meyhane situate normalmente nei quartieri Cristiani, erano comunque frequentate abitualmente anche dai musulmani.

Durante l’Impero Ottomano, sebbene ci fosse un’atmosfera generale di tolleranza, a tratti venivano applicati dei divieti ufficiali nell’uso e nella vendita di alcolici. I divieti erano sempre di breve durata, ogni volta venivano in un primo momento allentati e poi definitivamente rimossi perchè le tasse ricavate con la vendita del vino erano una risorsa importante per il tesoro Ottomano. Anche durante i periodi di proibizione le vigne non venivano sradicate: la produzione dell’uva era semplicemente deviata verso altri tipi di consumo. Una scorta pronta di uva permetteva alla produzione di vino di recuperare velocemente dopo ogni interruzione.

Durante la seconda metà del XIX secolo, la produzione di vino nell’Impero Ottomano raggiunse livelli record e i divieti sugli alcolici cessarono, in un’atmosfera di tolleranza e libertà giunta con il movimento di modernizzazione Ottomano. Nello stesso momento le vigne europee erano devastate da un’epidemia di filossera, riducendo così drasticamente la produzione del vino in Europa. Per andare incontro al conseguente aumento di domanda da parte dell’Europa, le esportazioni di vino dell’Impero Ottomano incrementarono notevolmente raggiungendo i 340 milioni di litri nel 1904.

Ci fu una considerevole produzione di vino prima della Prima Guerra Mondiale e della Guerra di Indipendenza della Turchia. Ma le guerre toccarono negativamente la produzione, specialmente in Tracia e nelle Regioni Egee.

Oggi la Turchia ha più di 1200-1500 varietà di uva di cui 600-800 geneticamente differenti. Tra queste ci sono 30 varietà di uva da vino decisamente notevoli. Sono diffuse nel territorio  le varietà di uve autoctone o internazionali: Adakarası, Alicante Bouchet, Boğazkere, Bornova Misketi, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carignan, Chardonnay, Cinsault, Çalkarası, Çavuş, Dimrit, Emir, Gamay, Grenache, Kalecik Karası, Karalahna, Kuntra, Malbec, Merlot, Narince, Öküzgözü, Papazkarası, Petit Verdot, Pinot Noir, Riesling, Sangiovese, Sauvignon Blanc, Semillon, Shiraz, Sultaniye, Tempranillo, Vasilaki, Viognier.

Vi elenco i luoghi di produzione del vino con le varietà di vitigni in Turchia:

Adapazari: Sauvignon Blanc.
Ankara: Boğazkere, Kalecik Karası, Öküzgözü.
Avsa: Adakarası, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Merlot, Shiraz.
Bozcaada (Tenedos): Cabernet Sauvignon, Çavuş, Karalahna, Kuntra, Merlot, Vasilaki.
Canakkale (dove si trova Dardanelli e Troia): Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Grenache, Merlot, Sauvignon Blanc, Shiraz, Cabernet Franc.
Denizli (dove si trova Pamukkale): Boğazkere, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Çalkarası, Dimrit, Kalecik Karası, Merlot, Narince, Öküzgözü, Petit Verdot, Pinot Noir, Sangiovese, Sauvignon Blanc, Shiraz, Sultaniye.
Diyarbakir: Boğazkere.
Edirne: Cabernet Sauvignon, Merlot, Shiraz.
Elazig: Boğazkere, Öküzgözü.
Elmali: Boğazkere, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Kalecik Karası, Malbec, Merlot, Öküzgözü, Pinot Noir, Sauvignon Blanc, Shiraz.
Izmir (Smirne): Alicante Bouchet, Bornova Misketi, Cabernet Sauvignon, Carignan, Chardonnay, Grenache, Merlot, Petit Verdot, Sangiovese, Sauvignon Blanc, Shiraz, Viognier.
Kayseri: Chardonnay.
Kirklareli: Merlot, Papazkarası.
Malatya: Öküzgözü.
Manisa: Alicante Bouchet, Bornova Misketi, Carignan, Chardonnay, Grenache, Kalecik Karası, Merlot, Öküzgözü, Sangiovese, Sauvignon Blanc, Shiraz, Malbec, Tempranillo.
Nevsehir (dove c’è Cappadocia): Chardonnay, Dimrit, Emir, Kalecik Karası, Narince, Öküzgözü, Sauvignon Blanc, Malbec, Tempranillo.
Tekirdag: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Cinsault, Gamay, Kalecik Karası, Merlot, Papazkarası, Riesling, Sauvignon Blanc, Semillon, Shiraz, Viognier.
Tokat: Narince.
Usak: Boğazkere, Kalecik Karası, Öküzgözü, Shiraz.

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