Efeso.. la casa di Maria e la caverna dei sette dormienti

Èfeso (greco: Éphesos; latino: Ephesus) è una delle località archeologiche più frequentate di tutta la Turchia, una notorietà pienamente giustificata perché è un luogo dove la storia delle civiltà che si sono affacciate lungo le sponde del Mediterraneo ha lasciato profonde e durature tracce nel corso dei secoli. Ad Efeso potete visitare sia il sito archeologico che il Museo Archeologico.

Il Tempio di Artemide ad Efeso era tra le sette meraviglie del mondo antico. Efeso fu una delle più grandi città ioniche in Anatolia, situata in Lidia alla foce del fiume Caistro, sulla costa dell’odierna Turchia e città natale dello scrittore Androne di Efeso, autore di un’opera sui Sette Sapienti che pare s’intitolasse Τρίπους. La città si trovava approssimativamente fra le città di Smirne e Aydin dell’attuale Turchia.
Fu un importante e ricco centro commerciale e dal 29 a. C. fu la capitale della provincia romana di Asia. Tra le rovine, che ne fanno uno dei più noti siti archeologici del Mare Mediterraneo, sono degne di nota quelle del Teatro, del piccolo tempio di Adriano, della Biblioteca di Celso e dei numerosi stabilimenti di bagni pubblici. Ridotte a una singola colonna sono invece le testimonianze di quello che fu il più celebre monumento di Efeso, e secondo Pausania (4.31.8) il più grande edificio del mondo antico: il Tempio di Artemide, una delle Sette meraviglie del mondo, raso definitivamente al suolo nel 401 per ordine di Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli.

Efeso, oltre ad essere un sito archeologico molto speciale, è anche una meta molto importante di pellegrinaggio per i cristiani.

Ad Efeso c’è la casa di Maria. Sulla base delle descrizioni della mistica tedesca Anna Katharina Emmerick, è stata ritrovata a Efeso la casa dove la Vergine visse dopo la morte di Gesù. Era una casa rettangolare di pietra, a un piano solo, col tetto piatto e il focolare al centro, tra boschi al margine della città perché la Vergine desiderava vivere appartata. Il sacerdote francese Don Julien Gouyet, dando credito a queste visioni, andò in Asia Minore alla ricerca della casa descritta da Caterina. Gouyet effettivamente trovò i resti dell’edificio, nonostante le trasformazioni subite nel tempo, a nove chilometri a sud di Efeso, su un fianco dell’antico monte Solmisso di fronte al mare, esattamente come aveva indicato la Emmerick.

A partire dal VII secolo a causa delle frequenti aggressioni degli Arabi attorno alla chiesa vennero erette delle mura sicché la chiesa fece parte della rocca. Nel XIV secolo la basilica era adibita a moschea, nel 1375 fra la basilica e il tempio di Artemide fu costruita una nuova moschea, la chiesa perse le sue funzioni di culto musulmano e fu completamente trascurata andando in rovina. Gli scavi hanno messo in luce i resti che rivelano che la chiesa aveva la pianta a croce, era sormontata da volte a botte, era preceduto da un atrio costruito a terrazze a causa della pendenza del terreno, aveva due cupole sulla volta centrale, due sui bracci laterali e due al centro. Secondo i verbali del concilio di Efeso la Vergine rimase per un breve tempo in locali vicini a quella che fu la chiesa dove si svolse il concilio, poi si trasferì in una casa posta su un’altura oggi chiamata “monte dell’usignolo” e vi rimase secondo la tradizione fino all’anno 46 quando a 64 anni d’età fu assunta in cielo.

Nel 1967 il papa Paolo VI e nel 1979 il papa Giovanni Paolo II si recarono ad Efeso e pregarono nella casa di Maria facendo sì che ormai tutto il mondo fosse d’accordo nel ritenerla tale. Anche papa Benedetto XVI nel suo viaggio in Turchia ha visitato Efeso e pregato nella casa di Maria.

Nei pressi di Efeso si trova anche una caverna detta dei sette dormienti.  Nella seconda metà del III secolo , secondo la tradizione, sette giovani cristiani si rifiutarono di fare sacrifici al tempio dedicato all’imperatore, fuggirono dalla città e si rifugiarono in una grotta dove si addormentarono e quando si svegliarono non si accorsero di avere dormito non solo una notte, ma ben 209 anni, come risultò quando tornarono in città e videro che ormai il Cristianesimo non era più perseguitato. L’imperatore Teodosio informato del fatto lo accettò come prova della “resurrezione della carne“, fondamento della dottrina cristiana. I giovani vennero poi sepolti alla loro morte in questa caverna e si costruì una chiesa sui loro sepolcri.

Negli scavi eseguiti a Efeso si sono trovati i ruderi della chiesa e centinaia di tombe. Sia sui muri della chiesa che sulle tombe del VI secolo ci sono scritte collegate alla vicenda dei sette dormienti considerati santi e per diversi secoli i credenti continuarono ad essere sepolti in questo luogo, dove una credenza ritiene sia sepolta anche Maria Maddalena. La leggenda cristiana dei giovani dormienti è ricordata anche nel Corano in una “sura”, appunto chiamata “sura della caverna“, ed è motivo per i mistici musulmani di numerose interpretazioni.

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5 Comments

  1. enza scrive:

    Io l’ho visitata ed e’ molto emozionante

  2. Francesco scrive:

    Molto bello e gradevole.Interessante approfondire i racconti che suscitano emozioni. Grazie

  3. Francesco scrive:

    A breve faremo un viaggio in Turchia ed andremo con certezza a visitare la Casa di Maria e tutta Efeso.

  4. sergio mondora scrive:

    ci sono stato due domeniche fa(22/06/2014)esperienza bellissima o seguito la messa o bevuto alla fonte d’acqua santa era caldissimo ma mi sentivo freschissimo.ci vorrei tornare magari un 15 agosto per la festa dell’assunta per fare i 7 km di salita a piedi.

  5. historic ap scrive:

    sono stato ad Efeso molti anni da ed ora che i ricordi iniziano ad essere sbiaditi ho quasi voglia di tornarci …

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